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Comments:

Im

Mimmo Migliore:

complimenti per la galleria

Posted Nov 4, 2012 3:00pm.
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jm211339p:

Milana I love very much your work good luck

Posted Jun 23, 2012 12:46pm.
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jane35:

janejanebaby35@yahoo.co.uk Hello. My name is jane i saw your profile today at www.artbreak.com and i love it also became intrested in you,i will also like to know you more,and i want you to send an email directely to my email address so i can reply your mail and also give you my picture for you to know whom i am.Here is my email address(janejanebaby35@yahoo.co.uk) i believe we can move from here.my love distance or colour does not matter but love matters alot in life.i waiting to recive your lovely reply soon, Yours Love. Miss jane.

Posted May 31, 2012 9:59am.
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Jason Sims:

Nice gallery

Posted Dec 21, 2011 10:42am.
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Raul:

Very inspiring Antonio, congrats!

Posted Jan 6, 2011 1:36pm.
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leylamurr:

Enjoyed watching your video ! Marvelous!

Posted May 12, 2010 10:18pm.
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Martin Koetsier:

Beautiful abstracts & fine use of colors!

Posted Jan 31, 2010 5:34pm.
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leylamurr:

Thank you !

Posted Oct 3, 2009 5:37pm.
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Prodeep:

Exceptional - an abstract artist who talks to you!

Posted Sep 18, 2009 8:10am.
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leylamurr:

Thank you! Love your work very much. One of the best here!

Posted Sep 3, 2009 10:02pm.
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JANUSZ KORCZAK-ZIOLKOWSKI ( GIANNI ):

Hi Antonio,thanks for signing up as a Friend. I like your work a lot. Best wishes,Gianni

Posted Jul 2, 2009 3:59pm.
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Alicja:

I love your art works...concept,colors...very nice..:))))

Posted Jun 13, 2009 6:07pm.
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Vedran V Pasalic:

Wanderful!

Posted Apr 12, 2009 9:38pm.
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Karmensin (Heike Schenk Arena):

Ciao Antonio,bei lavori.

Posted Jun 15, 2008 5:00pm.
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NARGES:

at least i can say those are my favorite colors

Posted Jun 15, 2008 3:38pm.
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damiano ferrara:

benvenuto

Posted Jun 15, 2008 2:52pm.

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From: Italy
Joined: June 15, 2008


About milana:

http://www.youtube.com/watch?v=zUjmsinOyPA


1-ITALIANO 2-ENGLISH 3-ESPANIOL

-1-
Antonio Milana nasce a Roma nel 1958.

Inizia a viaggiare molto presto ed il “viaggio“ sarà una costante fondamentale della sua ricerca. A 16 anni risiede a Londra dove visita la Tate Gallery rimanendone affascinato.

Qualche anno dopo, nel 1979, è a New York da “osservatore e fruitore” dell’arte contemporanea legata alle avanguardie che gravitano intorno al Greenwich Village, periodo in cui è attratto anche da frequentazioni nell’ambito della sperimentazione musicale.

Si avvicina alla pittura ed inizia a praticarla agli inizi degli anni ’80.

Da ciò che vive e soprattutto “vede” nei suoi itinerari tra Africa, Asia, Americhe ed Europa, forma i suoi moduli espressivi e traccia le linee del suo linguaggio artistico.

La passione per il “segno” – inteso come solco, traccia, testimonianza – lo guida in questo percorso.

Frequentando la storica stamperia di Rosalba e Romolo Bulla conosce Toti Scialoja , Carla Accardi e Gianni Dessì .

Inizia ad esporre i suoi lavori.

Vive e lavora tra Sacrofano e Roma.


RECENTI ESPOSIZIONI :

PERSONALE -Galleria Campioli – 13 gennaio – 8 febbraio 2007 - Catalogo con testi di Gianni Dessì e Lucio Mandarà - Monterotondo ( Roma ).
COLLETTIVA - Galleria Officina dell’Arte – A cura di Alfredo Massarone - con Achille Pace, Giosetta Fioroni , Carlo Mattioli , Tommaso Cascella – dicembre 2007 – Roma.
ANTEPRIMA BIENNALE MAUI - 09 febbraio – 02 marzo 2008 – MUSEO MAUI Teano.
VITARTE – Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea – 16 – 18 febbraio 2008 – Viterbo.
BIENNALE DELLE ARTI DELL’UNITA’ D’ITALIA – 25 Aprile – 11 Maggio 2008 - Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio – Caserta .
PERSONALE - MINIMAL GALLERY - 12 - 30 Maggio 2008 - Con intervento poetico di Angelo Tobia.
Grottaferrata - Roma.
VITARTE – Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea 14 - 16 Marzo 2009 - Viterbo.
BIENNALE DI CHIANCIANO - MUSEO D'ARTE .
13 - 27 Settembre 2009 - CHIANCIANO TERME.
PERSONALE - "RIFLESSIONI VISIVE" - MEDIAMUSEUM - PESCARA - 26 Gennaio - 09 Febbraio 2010 - PESCARA
PERSONALE - "TRACCE" - GALLERIA BOSIARTES - 15 Aprile - 12 Maggio 2010
ROMA


L’espressione artistica, non ricavando la propria bellezza – o il contrario di essa – da elementi ondivaghi ma dal proprio statuto ontologico, rimanda a canoni conosciuti svelando a chi ne fruisce significati soggettivi.
Nell’astrazione poi, salvo che nella convenzione matematica, non esiste univocità di significato ed un “approccio“ visivo può condurci ad identificare emozioni difficilmente definibili, stati d’animo di chi dipinge l’opera ma soprattutto di chi ne fruisce.
Il senso della pittura astratta e’ analogo al problema intrinseco dell’uomo “tout court”, spinto dalla propria inclinazione a creare simboli volti alla ricerca di un senso della vita in se stesso, in tutti gli avvenimenti e in tutte le cose di questo mondo. Non trovandolo – forse perché non c’è – finisce per inventarlo del tutto arbitrariamente, sfociando inevitabilmente nella metafisica, nel soprannaturale.
In questo ambito Antonio Milana non fa eccezione: alternando equilibri di levigatezza e ruvidità dipinge percezioni che ha in testa e nel cuore., creando segni che aprono spiragli naturali di “luce interiore” e che vanno goduti: enigmatici e silenziosi.
Ed è così che finestre aperte, archetipi, semi di vita, fossili, simboli ovoidali che ci rimandano al principio del mondo, alla creazione, illuminati da questa “luce” ci appaiono in dinamiche soluzioni, in un continuo divenire, in un perenne movimento, come animati da un vento invisibile che suggerisce levità e che scandisce il tempo di ogni giorno. Un tempo indeterminato che Antonio Milana intuisce ed analizza - tra fascino e profezia- illustrando, oltre l’icona, un uomo derubato delle sue qualità primarie, “omologato”, ma cosciente interprete del “suo” tempo , vivo e mai del tutto vinto .

LUCIO MANDARA’




Osservando le opere di Antonio Milana ci si ritrova a seguire arrendevoli e partecipi, se non addirittura complici, un percorso che è insieme narrazione, processo di conoscenza, espressione estetica nella sua forma più pura.
L'artista, l'osservatore, la semplice quotidianità diventano gli elementi di un racconto in cui i protagonisti veri sono il gesto con la sua corporeità ed il tempo: ed è in questa dimensione assoluta, lontana dai particolarismi delle contingenze effimere, che le contraddizioni, le illuminazioni, l'allegria, i ripensamenti, addirittura gli “avanzi” ed i reperti delle nostre più umili attività acquistano la dignità di rivelazioni e ci permettono di leggere in trasparenza significati contenuti da sempre nelle cose ma raramente portati alla nostra consapevolezza.
In effetti Milana è uno di quegli artisti per i quali la tecnica non rappresenta un ostacolo alla genuinità dell'espressione sincera ed immediata anzi diventa strumento docile e necessario affinché avvenga in tutta naturalezza la comunicazione estetica ed emerga con sincerità ed immediatezza il portato esistenziale.
C'è da chiedersi allora cosa appaia dell'uomo “Antonio Milana” dai racconti colorati delle sue opere: esse sono i segni lasciati da un Ulisse incarnato non solo come archetipo culturale della società umana di cui l'artista fa parte, ma è soprattutto una figura di riferimento, un luogo dell'anima, un paradigma personale; ecco allora l'uomo come eterno nomade la cui storia è scolpita sulle tavole e sulle tele.
Il riferimento alla scultura per esprimere una delle caratteristiche salienti delle sue opere non è infatti casuale. La tridimensionalità fa parte dei suoi lavori ed è una tridimensionalità fatta di strati e strati di colore sovrapposti ma anche di oggetti umili, dimenticati, in cui la ruggine assurge alla dignità di effetto coloristico e di monito temporale, un segno polidimensionale fermato sul supporto come immagine conclusiva di gesti diventati storia e pregnanza semantica.
Le cose, oggetti vari raccolti ai margini delle nostre giornate affollate e veloci, costruiscono l'opera insieme al gesto ed all'idea dell'artista; attraverso un assemblare coerente di forme razionali e di macchie emotive, di materiali spuri nella pittura accademica, la realtà canta in modo inusuale il suo divenire e ci arricchisce di emozioni inedite oppure sveglia le emozioni custodite e sopite nella nostra interiorità.
Uno dei modi migliori per leggere i lavori di Milana è quello di utilizzare la luce: mettere l’opera in piena luce equivale ad evidenziare la fase finale, il punto di arrivo della creazione, momento in cui si cristallizza il messaggio e per il fruitore diventa facile rintracciare gli equilibri formali, i centri di irradiazione espressiva e ci si sente gratificati dai colori pieni, inequivocabili, che accarezzano il nostro desiderio di nuovo e di meraviglia.
Ma il viaggio è sorpresa e per evidenziare il viaggio dell'idea creatrice attraverso gli itinerari tracciati dai gesti pittorici è necessario ricorrere alla luce radente che sola può evidenziare il processo di sovrapposizione e di “scultura” dei colori e degli oggetti, rimandandoci allo spazio plasmato dall'artista in movimento.
Leggere le opere come se fossero formate di strati, guardare in trasparenza per rintracciarne la costruzione, la storia della stesura, ciò che è avvenuto e che è “dietro” l'immagine conclusiva ma che è necessario affinché l'opera sia proprio così e non diversamente.
Ci si ritrova così a confrontarsi con le onnipresenti categorie dello spazio e del tempo ed a ricreare la deduzione, mai abbastanza reiterata, che per avere un senso l'arte debba essere “segno” in senso metafisico, azione assoluta che nella storia attinge all'impronta indelebile dell'eternità.
Nella memoria collettiva, l'arte diventa così ricerca di una comunicazione che travalica il tempo, tutti i tempi, da quelle sequenze veloce-lento della durata interiore della coscienza, al tempo della memoria ed anche della memoria futura relativa alla progettazione e all' utopia.
L'artista però è anche “artigiano” , per questo non può fare a meno di rielaborare, dopo un'opportuna metabolizzazione e rivivificazione, simbologie e strategie espressive raccolte e tramandate dalla tradizione insieme a modelli figurativi ormai archetipici.
Ecco quindi che nelle opere di Milana la narrazione avviene mantenendo sempre ben in vista il centro del quadro, considerato discrimine spaziale che costituisce ordine ed equilibrio alle forme che si dipanano con libertà e coerenza, ecco che spesso si allude a giochi prospettici e geometrici, eredi della ricerca razionale della pittura rinascimentale e figli delle idee chiare e distinte dell'Illuminismo, ecco che si inseriscono elementi oggettuali del postmodernismo con il suo corollario di astrattismo e di ricerca continua nei materiali e nella forma espressiva.
Si svolge così la riflessione sulla vita, sull'universo, sulla ricerca umana, quest'ultima espressa dall'uso di forme circolari e triangolari.
Nella produzione dell'artista traspare in effetti una certa spiritualità schietta e spontanea, una sorta di credo artistico senza dogmi che riedita i simboli consueti e li rimette in gioco a bagnarsi nel circolo delle esperienze e del divenire.
Quest'ultima riflessione ci porta a considerare cosa in questi lavori davvero colpisca in modo istintivo: la vitalità, la decisione del segno, il senso della lotta degli elementi ideali e materici, la chiara determinazione ad esprimersi ed a comunicare, la solarità infine. Questi sono gli elementi che si rintracciano sintetizzati nei gialli straordinari, nei rossi e nei blu generosi, nell'oculato e significativo uso del nero, negli interventi razionalistici delle linee in mezzo agli interventi maculari delle esplosioni dei colori, festa di emozioni irrazionali ed informali.
Il risultato duraturo di questa esperienza artistica è stato il comprendere dall'interno il valore della vita intesa come viaggio alla scoperta del sé e del mondo, in un continuo gioco di rimandi tra l'io e l'altro, tra stabilità e trasformazione, in una metamorfosi del gesto che è esso stesso creazione dello spazio e del tempo, nello spazio e nel tempo, sintesi complessa delle esperienze e delle contraddizioni.
Così appare, con l'immediatezza sintetica e definitiva che solo l'arte può offrire, il senso della storia, secondo la lezione di Hegel, come processo, evoluzione, sintesi degli opposti.
L'arte di Milana è un gioco di specchi ma anche di alterchi accesi, tra il bisogno di essere pienamente se stessi ed il cercare una piena integrazione in una società spesso malata di conformismo ipocrita, di noia e, in definitiva, poco vitale: è illuminante in questo caso la scelta dell'autore di vivere immerso nella campagna, dopo aver sperimentato, antropologicamente parlando, varie società umane in tutto il mondo.
Antonio Milana sa utilizzare a pieno ritmo le nuove tecnologie per comunicare e per fare musica, sa gestire la velocità connotativa del nostro vivere comune e al tempo stesso sa conservare l'attenzione e la curiosità per l'alterità, così come conserva il piacere del tempo lento e del silenzio forieri di meditazioni fruttuose.



Maria Gabriella Ciaffarini


-2-
Antonio Milana was born in Rome in 1958.

He starts travelling very early in his life and ‘travelling’ will be a fundamental aspect in his research. When he was 16 he lived in London where he visited the Tate Gallery, which he found fascinating.

A few years later, in 1979 he is in New York as ‘observer and user’ of the contemporary art bound to vanguards that gravitate around the Greenwich Village, a period in which he is attracted also by experimentation in music.

He approaches painting in the 80's.

From what he lives and especially sees in its routes between Africa, Asia, the Americas and Europe he forms his expressive forms and traces the lines of his artistic language.

The passion for the 'sign' - understood as furrow, track, witness - leads him in his path.

By attending the historical lithographic printing house of Rosalba and Romolo Bulla he meets Toti Scialoja, Carla Accardi and Gianni Dessì.

He begins to exhibit his works.

He lives and works between Rome and Sacrofano.


RECENT EXHIBITIONS:

PERSONAL EXHIBITION – Campioli Gallery - January 13-February 8, 2007 - Catalogue with texts by Gianni Dessì and Lucio Mandarà - Monterotondo (Rome).
COLLECTIVE EXHIBITION – Officina dell’Arte Gallery – by Alfredo Massarone – with Achille Pace, Giosetta Fioroni, Carlo Mattioli, Tommaso Cascella - December 2007 - Rome.
ANTEPRIMA DELLA BIENNALE MAUI – 09 February - 02 March 2008 – MAUI MUSEUM, Teano.
VITARTE – Market Exhibition of Modern and Contemporary Art - 16 to 18 February 2008 - Viterbo.
BIENNALE DELLE ARTI DELL'UNITA D'ITALIA - April 25 - May 11, 2008 - Monumental Complex, Belvedere of San Leucio – Caserta.
PERSONAL EXHIBITION – MINIMAL GALLERY - 12 to 30 May 2008 - With poetic intervention of Angelo Tobia. Grottaferrata - Roma.
VITARTE – Market Exhibition of Modern and Contemporary Art 14 - 16 March 2009 - Viterbo - Rome
BIENNALE DI CHIANCIANO - CHIANCIANO MUSEUM OF ART.
13 - 27 September 2009
Artistic expression, not gaining its own beauty – or the contrary of it – from wandering elements but from its own ontological status, refers to known models revealing personal meanings.
In the abstraction, then, except for the mathematical convention, univocal meaning does not exist and a visual “approach” can lead us to identify emotions – which are difficult to define – the spirit of those who paint the work, and above all of those who benefit from it.
The purpose of abstract painting is similar to the inner problem of the man “tout court”, moved by his own propensity to create symbols in the search of a meaning of life in himself, in all occurrences and in all the things in this world. As he does not find it – maybe because it does not exist – he concludes by inventing it arbitrarily, ending up unavoidably in the metaphysics and the supernatural.
In this respect, Antonio Milana makes no exception: taking in turns balance of smoothness and roughness he paints the perceptions of his own mind and heart, thus creating signs which open up to natural gleams of “intimate light” and which must be enjoyed as mysterious and silent.
Open windows, archetypes, life seeds, fossils, egg-shaped symbols – which reminds us of the beginning of the world, of the creation – they all, lighten up by this “light”, appear to us in dynamic solutions, in a continuous becoming, in a never ending movement, as enlivened by an invisible wind, which suggests lightness and scans the every-day time. Antonio Milana guesses and analyses an indefinite time – between spell and prophecy – illustrating beyond the icon a man deprived of his own primary qualities, “homologated”, but conscious actor of his “own” time, alive and never completely won.


LUCIO MANDARA'



TRACCE: ANTONIO MILANA


Behind what may seem like a common title for an exhibition, it lies in fact the key to Antonio Milana artistic research.
The trace, in the broadest sense of the term, is indeed both the starting point and the expressive means through which the artist reveals his poetics.
Trace is not only seen as a sign, like the eye of the observer perceives it, but in as much as footmark, trail, and evidence of a presence.
The marks and signs left by them are, in fact, the elements that sustain the creative genius of the artist, through a sometimes long and not easy path, flowing into boards and canvas with brush strokes and long coats that plough through the frame.
Milana’s route finds its strength in artistic versatility that makes his distinctive feature and that saw him, young, in very close contact with music; then also the music track, the groove carved on the vinyl appear to be between those footprints that, irrepressible, resurface in his life as an artist and merge with the substance, which "writes" his works in a sound-colour synaesthesia.
Traces are input first, because the works of Milana feed on events, then output, because they result from a relentless pursuit, almost spasmodic, which is then poured on the brace, in a blaze of colours and shapes.
And here ticking off, it is also the geometrical and mathematical meaning of the trace: lines, circles, vaults and ellipses intersecting on the surfaces in a dance of colour that fills the space of the board or canvas, like actors on a stage without boundaries.
This lack of limits is, in my opinion, the great strength that characterises the work of Antonio Milana, that is the ability, not an easy task, to leave the viewer absolute freedom; freedom to stray beyond the end of the frame, which, with difficulty, is trying to contain those scenes that are nothing but the travel book of the artist.
Milana lets the careful eyes that scrutinise his "windows" to invade those scenes, which from intimate become public, without jealousy or mistrust, but rather with ever new curiosity to observe the outcome of the meeting between his work and the viewer.
That of Milana is a wide reflection that can arise from a memory or a meeting or even a country walk; it is in fact in the ample uncontaminated spaces that often his attention is captured by old abandoned objects, or parts of them, which then become the unwitting subjects of his works.
Rusty iron, plastic, rope and old "remnants" of paper emerge from abstract surfaces, making the works three-dimensional, almost trespassing into sculpture; they are the pieces of a past unknown to the same Milana, a past captured and made prisoner within the frames.
And even more than the objects, to be kidnapped by the canvas and boards is the artist himself, who abandons himself completely to the contact with their surfaces, leaving aside the reality that surrounds him; before beginning to slide brushes and spatulas in fact, Milana loves to stop and observe the surface in front of him, touching it with bare hands, smelling it, expressing the need for a real and tangible contact.
The closeness of the artist with the works is so strong that it could perhaps be held in a combination, in a metaphor that I would simply call "artistic synapses"; the most intimate thought of Milana takes shape when it "collides" with surface, through an unconventional creativity that goes on the transcendent, in a perfect body-soul balance.
Certainly one cannot remain indifferent to the stimuli that his paintings evolve, because they are full of spirituality and emotion, with no need to use rigorous aesthetic precepts, and absolutely in line with the trend which Milana draws inspiration from, the Roman school.
The colour freely "smeared" on the space shows a further reading of the traces that in some compositions reminds of the curves that, moment by moment, identify the path of stars, which in astronomy are known as "evolutionary routes".
Therefore routes, traces of history, life, liberty and nature impressed by Antonio Milana on the surfaces, in a plot of cosmological flavour, a "tangle" of colours, signs and shapes that really hides a wide research that, starting from within, uses the frames as a filter through which to spread its message.

ILARIA CARAVAGLIO















-3-
La expresión artística, cuya belleza —o su ausencia— no se deriva de elementos variables sino de su propio estatuto ontológico, nos remite a cánones conocidos que revelan significados subjetivos en quien la disfruta.
Por su parte, la abstracción, salvo en las convenciones matemáticas, carece de significados unívocos, y un enfoque visual puede despertar en nosotros emociones casi indefinibles, descubrir los estados de ánimo de quien pinta, pero sobre todo de quien contempla la obra.
El sentido de la pintura abstracta guarda semejanza con el problema intrínseco del hombre tout court, que por su propia naturaleza tiende a crear símbolos con los que intenta dar sentido a la vida en sí mismo, en todos los acontecimientos y las cosas del mundo que lo rodea. Al no hallarlo —quizás porque no existe— termina por inventarlo de manera arbitraria, desembocando inevitablemente en la metafísica y lo sobrenatural.
Antonio Milana no es una excepción en este sentido: sus pinturas reflejan las percepciones de su mente y su corazón y crean sueños hechos para el deleite: enigmáticos y silenciosos. En una alternancia de equilibrios entre tersura y aspereza, sus pinturas desvelan atisbos de naturalidad y luz interior.
Y es así que ventanas abiertas, arquetipos, semillas de vida, fósiles, símbolos ovalados que nos conectan con el principio del mundo y la creación, iluminados por esa luz, aparecen ante nosotros en distintas formas dinámicas en transformación constante, en movimiento perenne, como si estuvieran animadas por un soplo invisible que sugiere levedad y marca el tiempo de cada día. Un tiempo indefinido, que Antonio Milana intuye y analiza —en una mezcla de fascinación y profecía—, ilustrando, más allá del icono, un hombre desposeído de sus cualidades primarias, homologado, mas intérprete consciente de su tiempo, vivo y jamás derrotado del todo.


LUCIO MANDARA'


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